Le gomme da masticare fa male ai denti?

Le gomme da masticare fa male ai denti?

La gomma da masticare ha origini antiche: sembra che già i Maya usassero masticare palline di “Chicle”, dal nome della pianta da cui si estrae la gomma commestibile.
Ad inventarne la versione moderna fu l’americano William Semple, che la brevettò nel 1869. Le “chewing gums” in commercio oggi sono di due tipi: a base di gomma naturale o sintetiche (polisobutilene).

Masticare il chewing gum dopo i pasti può aiutare a rimuovere i residui di cibo dai denti e aumentando la salivazione, indurre uno spostamento verso il basico del PH della bocca con conseguente inibizione nello sviluppo della carie.

Masticare la gomma può però anche fare male, se si esagera: masticando per molte ore al giorno, si va incontro ad una sollecitazione eccessiva dei muscoli addetti alla masticazione e ad un aumento di produzione di acidi da parte dello stomaco, può causare fastidiose conseguenze anche all’intestino se si sceglie la versione senza zucchero e dolcificata con prodotti come il sorbitolo che ha effetti lassativi.

Recentemente è stato dato un certo risalto mediatico ai risultati di una ricerca dell’Università di Groningen, nei Paesi Bassi, pubblicati sulla rivista Plos One. Secondo gli autori dello studio, masticare per dieci minuti un chewing gum non zuccherato riuscirebbe a “intrappolare” circa cento milioni di batteri, riducendo del 10% il potenziale microbico della saliva.

In particolare, la proprietà di ritenzione antimicrobica delle gomme da masticare sarebbe più efficace nei primi trenta secondi di masticazione. Trascorso questo lasso di tempo, diminuiscono l’elasticità e l’adesività del chewing gum sui denti e con esse la capacità di trattenere un elevato numero di batteri.

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